Il Seiko Proto, un camion americano al Rally Dakar

Il camion militare americano di Seiko. Il Seiko Proto.

Il Seiko Proto, un camion americano al Rally Dakar

In occasione della Dakar del 1982, Seiko, in collaborazione con L’Hôtel Guy-Louis Duboucheron, commissionò alle officine di Jean-Louis Raimondi la realizzazione di un imponente camion 8×8.

Il Seiko Proto è stato realizzato sulla base di autocarri militari americani del tipo M-35 (prodotti a partire dal 1950 da Reo, Kaiser e Studebaker). Questi autocarri presentavano una configurazione originale 6×6, pertanto è stato necessario tagliare, adattare e unire due telai di M-35 per costruire il prototipo. Il motore originale a 6 cilindri in linea da 130 CV è stato sostituito da un motore diesel Deutz V8 sovralimentato da due turbocompressori KKK che erogava 350 CV a 2.400 giri/min. Il motore rimaneva nella sua posizione originale sopra gli assi anteriori, dietro i sedili del conducente e del copilota. Per trasmettere tutta questa potenza al suolo si optò per un cambio sequenziale ZF a 6 rapporti. Anche le sospensioni furono migliorate aggiungendo agli ammortizzatori a balestra degli ammortizzatori a semplice effetto.

Su questo nuovo telaio è stata montata una carrozzeria monoscocca costituita da una struttura in tubi quadrati d’acciaio rivestita da pannelli in poliestere, con una lunghezza totale di 9,12 m che, nonostante i suoi enormi sbalzi, presentava buoni angoli di attacco (45°) e di uscita (35°). Lo sbalzo anteriore ospitava la cabina con 4 porte e due file di sedili, mentre nello sbalzo posteriore erano alloggiate le ruote di scorta. La zona centrale-posteriore era un comodo salone dove ai vincitori di tappa venivano offerti champagne, cene gourmet e l’invito a pernottare, come parte della strategia pubblicitaria della squadra. Era inoltre dotata di una doccia, un vero lusso in quelle prime edizioni del Dakar. Si racconta che una volta il camion dovette essere rifornito di carburante tramite aereo e che si approfittò del viaggio per ordinare alcune casse di ostriche fresche.

Il 1° gennaio 1982, la Seiko Proto 8×8 n. 389, guidata da Allain Galland, Jean-Louis Raimondi e dall’imprenditore alberghiero Guy-Louis Duboucheron, prese il via alla quarta edizione della Parigi-Dakar. I cuscinetti del cambio si deteriorarono rapidamente e la loro rottura costrinse il Seiko Proto al ritiro nella settima tappa tra Gao e Mopti. Del resto del team Seiko, solo il Buggy Cotel n. 140, al 48° posto, e la Toyota BJ n. 343, al 69° posto, portarono a termine la gara. La Seiko Proto tornò alle officine di Jean-Louis Raimondi alla periferia di Parigi, dove rimase parcheggiata all’aperto per diversi anni fino a quando, presumibilmente, fu distrutta da un incendio, anche se le versioni sulla fine di questo camion sono confuse. C’è chi sostiene che sia stato recuperato da Allain Gallard e che abbia concluso i suoi giorni, dopo essere stato rimesso a nuovo e trasformato in un autobus fuoristrada, in Marocco (dove è stato fotografato nel dicembre 2005), altri sostengono che questo autobus sia un secondo prototipo con una carrozzeria leggermente diversa, mentre c’è chi ipotizza che possa trattarsi di una versione ispirata al Seiko Proto su un telaio da autocarro da cantiere a 4 assi. L’unico punto su cui tutte le versioni concordano è che il Seiko Proto 8×8 non è giunto fino ai giorni nostri.

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